Una libreria, da luogo di cultura, diventa così una piccola fabbrica di reti mimetiche in cui uomini, donne e bambini si danno da fare intrecciando piccoli straccetti su maglie di corda. La responsabile della novella fabbrica spiega quante persone si adoperano e quante transitano dalla loro città, Leopoli (Lviv, in ucraino), e che non intendono lasciare il paese neanche loro ma al contrario vogliono supportare chi ha deciso di restare per combattere. Al momento Leopoli sembra essere fuori radar russi, nessun insediamento militare e nessuna ostilità pare costituisca la città vicina al confine polacco per l’armata rossa. Ma la pace non sembra dietro l’angolo, e le giornate passano così tra attività preparatoria in caso di attacco militare.

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